arredare il nulla

26 luglio 2016

poi viene quel momento in cui sei lì che fai il tuo lavoro da mignotta della parola, controllando di tanto in tanto se arrivano le donazioni dai bambini cucitori di palloni che, guadagnando più di te, ti hanno adottato a distanza; col frustino da cucina stai montando a fuffa un testo – meno di 200 parole nel brief, 2500 da consegnare – e per allungare il brodo stai ravanando sui siti di vari produttori di piastrelle e arredo bagno, leggendo mission & vision, ed ecco t’imbatti in un collega più sfortunato di te, che dovrà giustificare ai suoi nipoti di aver scritto un giorno:
“Tradurre in realtà l’esperienza italiana della doccia, grazie ad alchimie esclusive interpreti degli stili di vita più attuali, espressioni di emozioni sensoriali nelle quali le persone ritrovano il proprio benessere giorno dopo giorno”
in un momento, tutto insieme, ti senti meno solo, provi compassione per lo sventurato fratello copywriter e speri che fondamentalisti e populisti di ogni tinta smettano di cazzeggiare e pongano fine alle nostre sofferenze in tempi brevi

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