sah sah, prova sabbatico

15 agosto 2014

mi prendo una pausa dalla rete, poco più di tre mesi, e qui spiego il perché

premessa cronologica: a gennaio 2005 apro il mio primo blog, a ottobre 2006 mi vince la frustrazione e lo chiudo, anzi socchiudo, aggiornando molto saltuariamente fino ad aprile 2008

il 15 agosto 2007 – sette anni fa – sbarco su Tumblr e in poco tempo mi trovo coinvolto in progetti collettivi, canali privati e spin-off fino a raggiungere il ragguardevole numero di diciassette

è  la mia più lunga e produttiva stagione online, che dura fino a marzo 2010, quando i casi della vita mi fanno rallentare (da allora la mia attività su Tumblr sarà centellinata, mai davvero interrotta ma nemmeno altrettanto frenetica)

in quei due anni e mezzo ho conosciuto persone fantastiche che sono ancora il fondamento delle mie relazioni (la mia compagna innanzitutto) mentre scrivevo parecchi post classici (leggi pallosi) e cominciava a delinearsi la forma di pubblicazione frammentaria, multimediale, citazionista e partecipativa che, complice la struttura e le funzionalità del tumblelog, ha trasformato molti blogger della prima e seconda ora in futuri socialmediaddicts

a fine 2011 altri casi esistenziali – nella fattispecie una formazione professionale sul web – mi fanno aprire questo blog, che uso poco e male, oltre ai vari approdi social che cominceranno a occupare seriamente il mio tempo, per diletto e poi per lavoro, grazie anche all’acquisto – marzo 2012 – di uno smartphone

da quando sono connesso in mobilità ho ripreso a pubblicare parecchio, un frammento via l’altro, ma sono a tutti gli effetti un blogger in disarmo, come molti qui in giro

qualche link su Facebook, di rimbalzo da Twitter, un motto di salacia o d’indignazione destinato a un rapido consumo, mentre cresce la tendenza a esprimermi per immagini, complici i due spazi che amo e frequento di più: Instagram e Fontli, il socialino dei tipornografi

sto riflettendo da tempo su cosa questo significhi: serve? se sì, a cosa? non certo a strutturare il mio pensiero per condividerlo; allora cosa sto condividendo? foto decentemente composte da un wannabe grafico, scatti belli come tanti, piuttosto narrativi, certo, ma rappresentano anche punti di vista significativi?

altra riflessione importante: l’uso del tempo che i social network plasmano

fantastica la possibilità di connessione interstiziale (durante la pausa sigaretta, in viaggio sul bus), molto meno l’inerzia con cui a sera, per “rilassarmi”, correggo i miei scatti e ripasso la timeline di FB per fare due chiacchiere invece, magari, di leggere un libro

insomma approfondisco meno, cicaleggio di più, con l’aggravante della tendenza ossessivo-compulsiva che ho traslocato para para dalla rifinitura delle mie sterminate postesse all’editing delle immagini, con tanto di strategia di pubblicazione (no, non mi riesce quasi mai di essere spontaneo: accumulo attimi in funzione narrativa, quindi le mie foto sono quasi tutte asincrone)

99days

qualche tempo fa mi sono imbattuto nell’iniziativa / provocazione 99 days of freedom e ho cominciato a riflettere sul periodo che sto attraversando, su dove voglio andare, cosa voglio fare

della necessità di tempo lento, applicazione e disciplina su un obiettivo che tanto amiamo quanto ci sfugge, qui tra noi internauti si parla assai ma, infine, alla sera ci troviamo tutti su FB a sgranocchiare le ultime briciole dell’ennesima giornata

ho deciso di fare questo esperimento, estendendolo: esclusa la gestione lavorativa, m’impegno a trascorrere 99 giorni senza Facebook, Twitter, Tumblr, WordPress, Instagram e Fontli

non ho motivi contingenti, temo che durerò fatica a stare zittino, può darsi pure che non mi riesca l’esperimento e torni prima, di sicuro mi mancheranno gli aggiornamenti sulla vita di molti amici, le loro immagini, i loro motti di spirito

però non vado a ritirarmi su un’isola: molti di voi qui fuori hanno il mio telefono e, siccome non si tratta di un rigurgito luddista contro le tecnologie, continuerò, oltre a postare per lavoro, a leggere online, collezionare link, usare email, Hangout, WhatsApp ; terrò attive anche le notifiche di FB Messenger, contravvendendo al dettato dell’esperimento

insomma, nessun ritorno alla natura: mi prendo una pausa, senza progetti precisi; di certo leggerò, sperabilmente tornerò a fare un po’ d’esercizio strutturato di scrittura

e questo è quanto: ci si rivede in rete prima di dicembre, magari nel frattempo parliamo o mangiamo insieme

 

3 Responses to “sah sah, prova sabbatico”

  1. M Says:

    Curiosissimo di vedere come andrà a finire, ma sono convinto che staccare dalla rete e aggiungere libri alla tua libreria non potrà che farti bene!


  2. Và bene Nik. Noi ti aspettiamo fino a quando torni. Ci racconterà i la libertà. ☺

  3. mauloop Says:

    La vita non è un viaggio. La vita è molti viaggi. )+(


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