scrivere, quel che conta è scrivere, comunque, sempre scrivere

28 novembre 2012

mi sono accorto ieri che oggi questo blog compie un anno; arrivavo qua col solito affanno (“dio, sta già passando un altro mese e non ho scritto nulla”) e, con meno idee e spunti del solito, tiravo giù due stracci di bozza che, com’era prevedibile, oggi non riesco a completare

non me ne lamento, per varie ragioni: intanto, ho aperto questo blog durante il corso da tecnico web e per diversi mesi l’ho usato solo per segnalarne i progressi, dunque si è trattato di un’operazione a freddo, che onestamente non mi ha mai visto partecipe con l’entusiasmo del mio primo – lana caprina – o della mia casa del cuore, che è comunque sempre nikink su Tumblr

in secondo luogo, sto nuovamente scrivendo per mestiere, da qualche tempo, con una certa continuità e, anche se il guadagno è scarso, parecchie delle mie giornate hanno un senso, la mia vita comincia ad avere una prospettiva, dopo tanta incertezza, ed è questo il motivo principale – e bello – per cui ora non ho tanto tempo da dedicare agli approfondimenti che potrei scrivere per il blog

infine, da tre settimane, seguendo un suggerimento di Chiara, stiamo frequentando al martedì sera il laboratorio di scrittura della Sartoria Creativa: i padroni di casa Andrea e Carlotta sono squisite persone, come gli altri partecipanti, ed è piacevole condividere le ore, le idee e le conoscenze tecniche sulle strutture narrative, che mi mancano, vuoi per carenze negli studi, vuoi perché non mi considero un narratore, avendo piuttosto frequentato la versificazione, il calembour, l’elezeviro e il blogging

il primo “compito a casa” è stato un racconto di due cartelle ispirato alla nota fotografia di Robert Doisneau datata 1950 Le baiser de l’Hôtel de Ville; ho preso spunto dalla vicenda susseguente alla tarda fama della fotografia – ampiamente documentata in rete (qui in francese, su Wikipedia, qui un post in italiano, qui uno in inglese)  – scegliendo il punto di vista senile del protagonista del bacio, Jacques Carteaud

come regalo di compleanno per i pochi ottimi coraggiosi lettori di questo blog, ecco il racconto da scaricare in pdf

2 Responses to “scrivere, quel che conta è scrivere, comunque, sempre scrivere”


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