avevo fatto tutto un lavoro concettuale sulle categorie, qui

creato un diligente alberello di cui resta traccia nell’about (la comunicazione, coi suoi rametti: architettura, struttura, ergonomia, viralità; cittadinanza digitale e via così) e m’apprestavo a consumare diversi minuti cerebro su ogni post, per evitare di partorire categorie nuove a nastro e contestualmente per non restar scornato dai post di ardua classificazione

poco fa, in classe, Piergiorgio, l’insegnante di cultura digitale, ha contrapposto categorie e tag come due sistemi in odore di ridondanza, col primo legato alla logica editoriale cartacea (le rubriche del giornale) e il secondo più dinamico, puntuale, efficace, rapido

folgorato e convertito sul posto, ho brasato l’impianto di categorie, salvo scoprire che WP si fa portabandiera del vecchio che resiste, non permettendo di NON avere categorie, giacché i post escono indefettibilmente come “Uncategorized”

dopo un attimo di sconforto, ho scoperto che almeno potevo cambiar nome al pleonasmo redazionale, e così, come vedi nel titolo, ho fatto ,-D

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