ovvero: ne uccide più la nevrosi che la curiosità
quando ci si rende conto che è difficile spiegare chi si è e cosa si fa, bisogna arrendersi alla propria realtà di cazzaro, di cialtrone
al di là del senso di sgomento, buono solo per centrifugare il borghese, chi s’affaccia a righe come queste da un minimo spuntone d’intelligenza, non può non riconoscere i tratti dell’insicurezza del neofita perenne, dell’autodidatta disadattato
“passa la gioventù, non te ne fare un vanto”, canta un nostro zio spirituale; qui lo parafraseremo, confessando che ne impariamo una tutti i giorni, ma questo non ci rende sapienti, men che meno saggi
di cosa tratta, questo spazio del finto pigro, del non specialista, dell’amatore disarmato? di comunicazione – sua architettura e struttura, sua efficacia ed ergonomia, sua diffusione e viralità – e di cittadinanza digitale, oltre, appunto, all’autodidattica permanente
fuffologia applicata, insomma, oltre a un paio di sezioni qui a fianco, che raccontano come sono arrivato fin qui: sui gomiti